Fontana dell’Acqua Paola: “Er Fontanone” …

Posta poco prima di porta San Pancrazio nel punto in cui via Garibaldi raggiunge una delle estremità del Gianicolo, in uno dei luoghi più romantici e suggestivi di Roma, affacciata su un incantevole panorama, spicca la fontana dell’Acqua Paola, meglio nota ai Romani come “Er Fontanone”. Questo splendore architettonico rappresenta la mostra monumentale dell’acquedotto voluto da Paolo V Borghese nel 1600. Non appena eletto, papa Paolo V dispose tra le altre cose anche la sistemazione dell’antico acquedotto di Traiano in modo tale da consentire di riportare l’acqua nel Rione di Trastevere. Gli architetti che si dedicarono alla attuazione del progetto furono ben tre, ma la creazione dell’opera avvenne grazie all’impresa mastodontica di Flaminio Ponzio e Giovanni Fontana che, dopo soli tre anni, riuscirono a portare l’acqua sul Gianicolo. Come nel precedente monumento di dimensioni sufficientemente ridotte, anche in questo la metà inferiore è impegnata da archi, di cui i tre centrali più alti e larghi dei due laterali, leggermente arretrati, tutti separati da colonne poste su dei piedistalli. La metà superiore dei tre archi centrali, anziché contenere statue, è occupata da grossi finestroni rettangolari aperti, in modo da favorire una seppur parziale visibilità del giardino botanico che, all’epoca, si trovava dietro il Fontanone. La metà superiore del monumento, per tutta la lunghezza delle tre nicchie maggiori, è occupata da una grande iscrizione: PAVLVS QVINTVS PONTIFEX MAXIMVS AQVAM IN AGRO BRACCIANENSI SALVBERRIMISE FONTIBVS COLLECTAM VETERIBVS AQVAE ALSIETINAE DVCTIBVS RESTITVTIS NOVISQVE ADDITIS XXXV AB MILLIARIO DVXIT. Una precisazione appare quanto mai doverosa, ovverosia: l’iscrizione oltre che celebrare il papa che aveva ristrutturato l’acquedotto e creato la fontana, riporta un’inesattezza: afferma che per condurre l’Acqua Paola fu restaurato l’antico acquedotto dell’Acqua Alsietina, in realtà l’acquedotto ad essere rimesso in funzione fu quello di Traiano. L’iscrizione è completata da un’altra scritta, sotto la cornice dell’attico: ANNO DOMINI MDCXII PONTIFICATVS SVI SEPTIMO. Come da consuetudine dell’epoca, gran parte dell’opera venne realizzata con dei marmi estratti dal foro di Nerva, mentre le colonne in granito, vennero asportate dall’antica Basilica di San Pietro quella edificata dall’Imperatore Costantino. Inizialmente il Fontanone si presentava con ben cinque vasche in corrispondenza degli archi. Il progetto originario prevedeva che l’acqua venisse raccolta nelle cinque vasche sistemate in corrispondenza di ciascun arco, ma nel 1690 papa Alessandro VIII affidò a Carlo Fontana, nipote di Giovanni, la realizzazione di un progetto di ampliamento dell’opera. La versione definitiva del Fontanone, tutt’oggi godibile, oltre all’ampliamento del finestrone centrale, prevedeva un grande bacino semicircolare in grado di fondersi con l’ampio terrazzo ricavato grazie al terrazzamento del colle che sino ad allora era quasi a strapiombo. Ai giorni nostri il piazzale, panoramicissimo, assicura ai numerosi visitatori una veduta elettrizzante della città eterna…



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