La coda di rospo incontra il pescatore…

Una vasta distesa di acqua salata… nel sud della Sicilia… al confine tra acqua e terra… stranamente quasi  sulla superficie della zona epipelagica la signora coda di rospo si crogiolava al caldo delle correnti marine… l’ultimo sole si riflette sul mare calmo, intorno lo sciabordio di una modesta imbarcazione…  un cielo di diversi colori lascia il posto alla luna. Sul punto di calata dopo aver percorso poco meno di un miglio per la “tirata delle reti” si aspetta l’alba con il canto dei gabbiani. Nel viso del pescatore un atteggiamento fiero segnato dalla salsedine e dal mare dove traspare tutto il sacrificio e la passione per il mestiere. Buona sera signor pescatore ero stufa di starmene a sonnecchiare su questo fondale sabbioso e così ho deciso di salire quasi in superficie, cosa che abitualmente non faccio, per scambiare quattro chiacchiere con lei sempre naturalmente che non le dispiaccia?  Ma le pare signora coda di rospo lo trovo invece un modo piacevole per ingannare l’attesa… Come ti va la vita?  Beh… le prede cominciano a scarseggiare il mare si sta svuotando e poi questo continuo stress delle reti e l’incubo della piazzetta accanto al porticciolo dove una volta catturati veniamo messi in piccole cassettine alla mercé delle voci e dei colori della popolazione  bramosa di metterci in padella… le assicuro che non è per niente facile!!!… E’vero ma anche per noi pescatori la vita diventa sempre più difficile… noi e le nostre famiglie percepiamo ogni giorno che passa una sorta di rischio di estinzione del nostro lavoro… pensi signora coda di rospo se possiamo sostenere come vuole il mercato la concorrenza della grande distribuzione?…  Grandi imbarcazioni iper tecnologiche… e noi consapevoli della propria debolezza senza futuro e con il presente che cade a pezzi. La memoria dei nostri padri!!! La loro conoscenza!!! L’amore per il mare!!!  La sua tutela!!! Il nostro orgoglioso controllo!!! … Lei signor pescatore ha tante buone ragioni, tante come questo tappeto di stelle che stanotte è sopra di noi… io pesce solitario dalle carni di un sapore intenso… io che con acciughe e capperi dopo un adeguata doccia di salsa di pomodoro divento  una pietanza tipicamente mediterranea  che debbo dire??? Ma in fondo non è questo l’importante… bisogna battere gli effetti!!! Gli effetti??? Ma si… ma si… gli effetti  deteriori sulle risorse viventi dell’ ambiente marino e poi ostacolare il fatto di considerare il mare come uno scarico naturale per agenti chimici fisici e biologici… come ha ragione!!! Batteri patogeni, pesticidi e detergenti cha le acque fluviali portano a noi al passo di  danza rinascimentale!!! Come vorrei che tutti gli oceani si ribellassero alle petroliere, alle piogge acide e ai gas delle industrie costruite sui litorali… e si ma come??? … Un filo da pesca trecciato appeso al cielo lentamente cala… all’amo una bottiglia di plastica: “Ben trovati signora coda di rospo e signor pescatore adesso vi racconto una storia”… C’era una volta la città di Minamata della prefettura di Kumamoto è il 1956 un industria scarica nelle acque reflue un composto chimico il metilmercurio…  altamente tossico… si accumula nei molluschi, nei crostacei e nei pesci del mare entrando di prepotenza nella catena alimentare e causando…

Maurizio Lucci
Mestieri Riflessi (ovvero dalla parte degli altri)



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